29. La repressione delle eresie: i ctari.

   Da: G. Tabacco-G. G. Merlo, Medioevo. quinto-quindicesimo
secolo, Il Mulino, Bologna, 1989

 Uno degli ostacoli alla politica accentratrice della Chiesa di
Innocenzo terzo fu il diffondersi dell'eresia ctara, la cui
origine e la cui distruzione ad opera di una sanguinosa crociata
sono sintetizzate nelle pagine seguenti degli storici italiani
contemporanei Giovanni Tabacco e Grado Giovanni Merlo.


   A partire dagli anni quaranta del secolo dodicesimo nella
Germania renana, in Fiandra, nel Nord e nel Mezzogiorno di
Francia, nell'Italia settentrionale e centrale sono via via
individuati gruppi di maggiori o minori dimensioni e dalla
fisionomia non ben definita, i cui membri si segnalano in generale
per condurre una vita itinerante in povert e purezza e per
essere sorretti da un grande slancio ideale. Forse la diaspora di
personaggi eminenti del bogomilismo [movimento eretico cristiano
diffuso nei Balcani sin dal nono secolo] in seguito ai
provvedimenti antiereticali dell'imperatore [bizantino] Manuele
Comneno ed i contatti con l'Oriente europeo, favoriti dalla
seconda crociata, contribuiscono a diffondere il modello di vita
apostolica di tradizione bogomila in Occidente dove del resto gi
si erano manifestate autonome tendenze verso una religiosit
fortemente spiritualizzata e una morale rigorosamente ascetica. In
poco pi di vent'anni il movimento ctaro europeo supera la fase
di spontaneit per evolvere in forme organizzate. Si afferma una
struttura episcopale, prima nel Nord della Francia e poi nel
Mezzogiorno francese, e in Italia. Decisiva in tale evoluzione
sembra essere stata la missione, verso la fine degli anni sessanta
del secolo dodicesimo, di Niceta, vescovo bogomilo della chiesa di
Costantinopoli, durante la quale egli entr in contatto con i
maggiori esponenti delle prime chiese e gruppi ctari italiani e
francesi. Contro il prevalente dualismo moderato di origine
bulgara, Niceta predicava il dualismo radicale, che accentuava la
condanna della materialit perch prodotto del tradimento di
Satana, creatore delle cose visibili e corruttibili. Il
distanziarsi delle posizioni dottrinali all'interno del catarismo
sollecita i processi di organizzazione gi in atto. Dall'ultimo
quarto del secolo dodicesimo, le chiese ctare culminano ciascuna
in un vescovo, hanno un territorio di propria competenza
pastorale, al loro interno presentano ministeri differenziati, e
soprattutto distinguono nettamente le due categorie dei perfetti
e dei credenti, i primi impegnati in una vita apostolica
severissima e assolutamente pura, i secondi partecipanti in
qualit di fedeli alla vita cultuale delle comunit e collegati ai
perfetti mediante un patto spirituale, detto in provenzale
convenensa.
   Il catarismo che pur non raggiunse, lacerato da contrasti
interni e duramente perseguitato, un'unit dottrinale ed
organizzativa, si propose in concorrenza con il cattolicesimo
romano come religione strutturata, in grado di offrire un
riferimento nuovo e consistente a gruppi sociali e forze
politiche. Ci avvenne con particolare rilievo in Linguadoca - nel
pi vasto contesto dell'emergere di una cultura tendenzialmente
nazionale -, in Borgogna, in Fiandra, in Renania, nell'Italia
centro-settentrionale, nel contatto con ceti dirigenti e gruppi
socialmente attivi delle citt e delle campagne. Il catarismo si
offr come sistema alternativo a un altro sistema, quello
cattolico-romano, per soddisfare globalmente aspirazioni
religiose e inquietudini esistenziali individuali e collettive:
aspirazioni e inquietudini che dilatavano la loro portata se
inserite in processi di definizione di una identit culturale
propria da parte di forze politiche e sociali e se ricercate in
modo autonomo dall'inquadramento dell'apparato ecclesiastico
egemonico. Il catarismo venne cos proiettato in una dimensione
antagonistica, ma inevitabilmente imitativa dell'istituzione
contrapposta, e sempre pi condizionata dal quadro sociale: con
pregnanza terminologica si  definita l'evoluzione istituzionale
del catarismo come aggregazione mimetica. Lo scontro non poteva
che essere intensissimo ed impari, perch il radicamento e la
diffusione delle chiese ctare furono tali da spaventare la
cristianit raccolta attorno al papato, ma non tali da poter
sostenere l'offensiva della cattolicit mobilitata dalla chiesa di
Roma. Il pericolo ctaro fu avvertito con paure via via maggiori,
ad accrescere le quali intervenne la delusione per gli esiti
fallimentari della terza crociata. Varie voci lamentarono lo
spreco di vite umane per raggiungere un obiettivo che appariva
sempre pi lontano ed estraneo alla christianitas, mentre
all'interno dei suoi confini cresceva a dismisura un nemico non
meno pericoloso dei musulmani, la multitudo haereticorum
[moltitudine degli eretici]. Quanto tempo doveva passare perch
prendesse corpo la prima crociata non pi contro gli infedeli,
ma rivolta a combattere quanti, ritenuti nemici del Cristo, se
ne proclamavano invece autentici discepoli?.
   Gi il concilio lateranense terzo del 1179 aveva esteso i
benefici previsti per i crociati di Terra Santa a chi avesse
impugnato le armi contro gli eretici della Francia sud-
occidentale, gli albigesi cos detti dalla citt di Albi, centro
di notevole presenza ctara. Nel 1208, dopo che il legato
pontificio era stato assassinato mentre si recava in quelle
regioni, Innocenzo terzo proclam la crociata, militarmente
iniziata l'anno successivo. Furono devastazioni e stragi - com'era
ovvio prevedere in una guerra sia pur santa - e per pi decenni
(fino al 1229) si cre una situazione di instabilit politica nel
Mezzogiorno francese. Da quella decisione innocenziana la crociata
interna alla cristianit divenne uno strumento ideologico ed
operativo a cui i papi fecero ripetutamente ricorso per combattere
non solo gli eretici, ma gli avversari politici: parallelamente
all'estendersi degli ambiti di applicazione del concetto stesso di
eresia. D'altra parte, mentre nella cristianit si moltiplicavano
le sperimentazioni religiose, oltre che politico-sociali e socio-
culturali, in direzione drammaticamente opposta l'organismo
ecclesiastico si costruiva in modo sempre pi serrato e il papato
assumeva responsabilit supreme in ogni forma di inquadramento,
culturale, religioso e politico. La supremazia giurisdizionale
della sede apostolica trovava nella lotta antiereticale,
confortata dal braccio secolare dei principi, ulteriori
occasioni per costruirsi politicamente.
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